La diga in Valsessera con l’acqua alla gola. PIEMONTE



    

Il progetto di ampliamento della diga in Valsessera (Piemonte nord-orientale) approvato dalla precedente Giunta Cota di centrodestra ha contributo a trasformare un clima di...

Rifiuti, sul Piano termovalorizzatori il vero rischio è un nulla di fatto. SICILIA



    

La Conferenza delle Regioni del 20 gennaio scorso ha segnato un altro passaggio – ancora non definito – verso la costruzione e definizione del...

Chi vuole davvero il depuratore di Chiavari? LIGURIA



    

A Chiavari, comune della Città metropolitana di Genova, la popolazione è divisa sul tema dei rifiuti e della loro gestione. Al centro dell’attenzione vi...

Cartiera di Mantova, mobilitazioni e cavilli contro la riapertura. LOMBARDIA



    

A Mantova la Pro-Gest intende riaprire la vecchia cartiera abbandonata della Burgo con l’obiettivo di farla diventare un centro all’avanguardia nel riciclo della carta...

Brescia, la navigazione a due velocità. LOMBARDIA



    

Con l’obiettivo di recuperare il gap digitale con il resto d’Europa entro il 2020, il Governo ha approntato una serie di investimenti per accelerare...

OPINIONI

Sud, Grassi (Industriali Napoli): “Più infrastrutture per il rilancio”

Intervista

26-07-2018     

Le infrastrutture prima di tutto, per creare le condizioni di contesto che consentano alle imprese di crescere e investire. E poi la burocrazia, che impone ancora procedure farraginose e lunghissime, e l’accesso al credito, per sostenere le aziende in questa fase di ripartenza dell’economia italiana.

L’economia di Ravenna tra vocazioni storiche e progetti all’orizzonte

Intervista

26-07-2018     

L’economia del mare – il cui perno è rappresentato dal porto, per il quale è in corso un ampio e importante progetto di ammodernamento – ma non solo. Sono numerosi gli asset attorno a cui ruota la vocazione imprenditoriale di Ravenna, dopo Roma il secondo capoluogo più grande d’Italia per estensione territoriale.

Colombo (Ance Lombardia): “Codice appalti deve essere modificato”

Intervista

26-07-2018     

La modifica del codice degli appalti per garantire, innanzitutto, la rapida cantierizzazione delle opere. E poi il rispetto dei tempi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni – le cui lungaggini finiscono con il ripercuotersi anche pesantemente sulle imprese – e l’abrogazione dello split payment.