Linea C di Roma ‎- è guerra del tutti contro tutti? LAZIO



    

La grande caserma per i legionari di Roma del II secolo d.C., ritrovata durante gli scavi per la costruzione della tratta tra San Giovanni...

Parco del mare, i cittadini si oppongono al nuovo progetto. FRIULI VENEZIA GIULIA



    

Non sono bastati dodici anni per decidere se il Parco del mare si farà oppure no. Siamo a Trieste, culla della cultura mitteleuropea e...

Infrastrutture: a Bologna si ripassa dal via. EMILIA-ROMAGNA



    

Resta ancora senza soluzione il nodo autostradale di Bologna, tra i più congestionati del Paese e a rischio di continui incolonnamenti. Il Sindaco Merola...

No al metanodotto Snam, scendono in campo anche i parlamentari abruzzesi. ABRUZZO



    

A Sulmona spuntano le mascherine antismog sulle statue. Continua così la protesta dei comitati cittadini contro la realizzazione della centrale e del metanodotto della...

Porto di Taranto, ritardi e soldi non spesi sotto la lente della Corte dei...



    

La Corte dei Conti accende un faro sul Porto di Taranto. Per la magistratura contabile, l’iter del progetto merita senza dubbio un approfondimento, se...

OPINIONI

Sud, Grassi (Industriali Napoli): “Più infrastrutture per il rilancio”

Intervista

26-07-2018     

Le infrastrutture prima di tutto, per creare le condizioni di contesto che consentano alle imprese di crescere e investire. E poi la burocrazia, che impone ancora procedure farraginose e lunghissime, e l’accesso al credito, per sostenere le aziende in questa fase di ripartenza dell’economia italiana.

L’economia di Ravenna tra vocazioni storiche e progetti all’orizzonte

Intervista

26-07-2018     

L’economia del mare – il cui perno è rappresentato dal porto, per il quale è in corso un ampio e importante progetto di ammodernamento – ma non solo. Sono numerosi gli asset attorno a cui ruota la vocazione imprenditoriale di Ravenna, dopo Roma il secondo capoluogo più grande d’Italia per estensione territoriale.

Colombo (Ance Lombardia): “Codice appalti deve essere modificato”

Intervista

26-07-2018     

La modifica del codice degli appalti per garantire, innanzitutto, la rapida cantierizzazione delle opere. E poi il rispetto dei tempi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni – le cui lungaggini finiscono con il ripercuotersi anche pesantemente sulle imprese – e l’abrogazione dello split payment.