Mancati investimenti e continui rinvii bloccano il rilancio del porto di Napoli. CAMPANIA



    

Porto_di_Napoli“Bloccare il porto di Napoli così è pura follia”. Non usa mezzi termini, Pasquale Legora De Feo, ad di Conateco, società partecipata da Cosco e Msc che rappresenta il principale operatore dello scalo partenopeo. Secondo l’ad il terminal doveva essere completato nel 2007,invece “siamo ancora fermi” e in un anno e mezzo il Porto di Napoli ha perso 100mila contenitori. L’opera richiede 145 milioni di investimenti pubblici e 200 milioni di contributi privati, necessari per rilanciare il ruolo del porto di Napoli. Al momento la parte pubblica è stata solo avviata. Legora De Feo individua la causa nei continui rinvii “legati alla carenza dell’azione amministrativa, meglio, all’assenza di governance”. dovuta al protrarsi del commissariamento dell’Autorità portuale da parte della Regione. Per questo l’ad chiede un impegno al governatore De Luca perché sblocchi la nomina del Presidente. Preoccupate anche l’Unione Industriali di Napoli e Confcommercio che il mese scorso, hanno presentato in occasione del Sabato dell’Idee alcune proposte per il futuro del porto partenopeo. I punti principali presentati in un documento riguardano la revisione del piano regolatore, la semplificazione delle norme e puntare su uno scalo polifunzionale che sia commerciale-logistico ma anche turistico.

La notizia su pressreader.com

L’articolo su lacittàdisalerno.it

Il documento di rilancio del porto di Napoli

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