Il gap digitale delle piccole e medie imprese. I dati Istat. ITALIA



    

E’ ancora lunga la strada delle piccole e medie imprese italiane verso la piena digitalizzazione. Basti pensare che solo il 3% di loro raggiunge quella che viene tecnicamente definita “digitalizzazione avanzata”. E’ questo uno dei dati più significativi che emergono dallo studio del sesto “Rapporto sulla competitività dei settori produttivi” condotto dall’Istat. Uno strumento utile che ha permesso di scattare un’accurata istantanea sulle performance delle imprese italiane. E il quadro che ne emerge è in chiaroscuro, per non dire negativo: il nostro Paese non è esente da alcuni significativi deficit, in particolare nella propensione delle imprese a investire in tecnologie e innovazione.

Il digitale è senza alcun dubbio un’area in cui l’Italia è in ritardo rispetto alle economie più avanzate, come si evince, per esempio, dalla scarsa inclinazione alla digitalizzazione delle imprese con oltre dieci addetti: il 75% di esse giudica ancora non particolarmente rilevante l’apporto dell’Information Technology al proprio business. D’altro canto, le aziende a digitalizzazione avanzata – o “compiuta” nel linguaggio dell’Istat – sono solo il 3% del totale. Numeri poco rassicuranti e solo in parte compensati dai buoni trend delle aziende che invece hanno scelto di investire nell’Ict: l’Istat mostra chiaramente che chi ha digitalizzato nel 2016-2017, è riuscito anche ad aumentare le posizioni lavorative per un valore cinque volte superiore rispetto alle aziende disinteressate allo sviluppo tecnologico. Un dato, quest’ultimo, che sembra sfatare il mito della computerizzazione che taglia posti di lavoro.

Altri elementi interessanti emergono poi dalla sezione del rapporto dedicata alle percentuali di utilizzo degli incentivi statali per favorire la transizione verso la cosiddetta “Industria 4.0”. In particolare, emerge anche in questo caso una differenza di approccio da parte delle aziende in relazione alla dimensione e al giro d’affari. Da questo punto di vista gli investimenti sostenuti dal super e dal’iper ammortamento, o ancora dal credito di imposta su ricerca e sviluppo, hanno interessato soltanto il 42% delle piccole e medie imprese, mentre la quota sale sino al 70% per le aziende più strutturate.

Secondo le previsioni dell’Istituto di statistica, il 2018 sarà un anno favorevole sotto il profilo degli investimenti nel digitale (+0,1%): c’è davvero da augurarselo per ridurre il gap digitale (e di competitività) del nostro Paese.

L’articolo de Il Sole 24 Ore Impresa&Territori

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