Le buone prassi nei rapporti tra imprese e amministrazioni locali

Opinione

13-10-2016     Giuseppe TEDESCO

Lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese si basa sui rapporti sinergici che intercorrono tra istituzioni, imprese e cittadini. In un contesto difficile per le imprese come quello attuale, immediatamente successivo a un lungo periodo di recessione, caratterizzato dall’eccessiva burocrazia, l’elevata pressione fiscale e da un deficit infrastrutturale, le relazioni tra il mondo istituzionale e quello dell’imprenditoria agiscono da catalizzatore per i processi produttivi che sono alla base della recente ripresa economica. Questi processi hanno però l’esigenza di essere portati a termine secondo dei principi e delle norme che garantiscano la totale trasparenza durante tutta la loro durata e l’efficienza nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.

A tal proposito, l’Osservatorio ORTI ha individuato dei punti fondamentali (Il Manifesto delle buone relazioni tra territori ed imprese) per permettere alle amministrazioni locali e alle aziende di fare sistema, tenendo conto della preziosa collaborazione della risorsa più importante a loro disposizione: i cittadini.

Si inizia quindi dalle pari opportunità: ogni impresa, anche quella che avvia un contatto professionale con una pubblica amministrazione, deve poter beneficiare, sotto il profilo procedurale, del medesimo trattamento riservato a tutte le altre imprese che hanno già avviato rapporti con l’ente. È importante che tutte le aziende possano partire dalla stessa linea di partenza; saranno poi le competenze e il merito a decidere chi taglia per primo il traguardo.

I progetti intrapresi vanno poi analizzati ex-post, così da verificare l’impatto delle policy. Tutte le imprese, grandi, medie o piccole che siano, contribuiscono a creare le condizioni per lo sviluppo del territorio e, con esso, porre le basi per il benessere delle comunità locali. Per questo, a fine mandato, compatibilmente con i vincoli di bilancio, le amministrazioni pubbliche dovrebbero presentare un bilancio di missione sugli impatti delle proprie decisioni sullo sviluppo locale e sul sistema di imprese.

Come ricordato, il motore dei processi partecipativi è rappresentato dai cittadini. Il coinvolgimento delle comunità locali, delle associazioni di categoria e dei cittadini è imprescindibile per garantire il buon andamento dell’attività di qualsiasi amministrazione pubblica. La partecipazione, se “convogliata” entro canali adeguati, consente a tutte le parti coinvolte di tentare di risolvere a monte, anziché a valle, le divergenze, favorendo di conseguenza un benessere diffuso.

Tra le esperienze di successo individuate dal gruppo di ricerca ORTI è particolarmente interessante l’introduzione del bilancio partecipativo da parte del Comune di Bari ossia un bilancio pubblico che prevede un contributo diretto da parte dei cittadini nelle scelte strategiche riguardante l’utilizzo delle risorse economiche a disposizione dell’amministrazione della città.

È bene che ogni ente locale preveda “luoghi di dialogo” anche con le istanze del mondo produttivo, attraverso la nomina di un responsabile dei rapporti con le imprese, con regole chiare, il cui obiettivo finale sia la semplificazione e l’ampliamento dell’accessibilità al sistema decisionale di tutti i soggetti interessati. A questo proposito un esempio di rilievo è quello sperimentato dalla città di Firenze, a partire dal 2014, con il Consiglio delle grandi aziende, un organismo pensato per attrarre investimenti nell’area metropolitana.

Altro principio fondamentale, punto cardine per il rilancio socio-economico dei nostri territori è la semplificazione. Procedure amministrative più snelle sono un obiettivo primario per le amministrazioni, che ridurrebbero così i tempi  e i costi di erogazione dei servizi, con un contestuale abbattimento di costi di produzione a carico delle imprese. Misure come Open Municipio e Open Bilancio rappresentano iniziative moderne e virtuose per la creazione di una rete di relazioni istituzioni-cittadini-imprese più veloce e trasparente.

Lo studio redatto dall’Osservatorio ORTI (L’economia delle regioni italiane e i rapporti tra amministrazioni territoriali e imprese), si è svolto attraverso un monitoraggio a livello nazionale dei processi partecipativi, utilizzando come fundamenta divisionis grandi categorie che stanno interessando la ripresa del Paese: la digitalizzazione della PA; la tutela dell’ambiente; la partecipazione dei cittadini; il sostegno alle nuove imprese; le smart city.

Tutte le iniziative prese in esame hanno come protagonista la relazione tra amministrazioni territoriali, aziende e cittadini, che insieme hanno sviluppato idee innovative, spesso grazie e processi bottom-up promossi dalla comunità, talora formalizzati in protocolli, delibere e iniziative e, più in generale, promossi dagli amministratori locali con l’obiettivo di garantire uno sviluppo socio-economico in grado di tutelare allo stesso tempo territori e imprese.

Lo scenario che emerge lungo tutto lo stivale è che il processo di ripresa è in lento ma continuo avanzamento. Questo proprio grazie alla collaborazione sinergica che nasce dalla partecipazione tra cittadini e imprese rivolti alle istituzioni. Continuare a dare linfa a queste iniziative è onere e onore delle amministrazioni attraverso la stesura di norme chiare e semplici, redatte con l’obiettivo di attrarre investimenti dalle imprese e invogliare i cittadini a essere il centro di questi processi di sviluppo economico.

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