Veneto, terra di “No triv” e di “no idro”?



    

idroelettricoNasce un comitato in quel di Belluno per combattere un nuovo progetto di centrale idroelettrica nella valle del torrente Mis. Dalla sezione di Feltre del Wwf Veneto, al Cai Veneto, da Acqua Bene Comune passando per Italia Nostra e Lega Ambiente, si chiede alla Regione che il progetto per la realizzazione della contestata centrale elettrica di Gosaldo del gruppo trevigiano En&En sia sopposto a Valutazione di Impatto Ambientale. La regione per ora temporeggia.

Un passaggio chiesto dallo stesso Comune di Gosaldo, dal Parco nazionale Dolomiti Bellunesi e dalla Provincia, sul quale tuttavia la Regione tentenna, come dimostra il fatto che la riunione del 4 marzo è stata rinviata al 16 dopo le osservazioni formulate dalla sezione regionale Parchi e biodiversità.

La disputa riguarda anche l’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, che in parte ricadono sotto il patrocinio dell’Onu. Questo elemento, sostiene Augusto De Nato membro del consiglio veneto del Wwf, sarebbe già di per sé sufficiente a bloccare il progetto poiché una delibera proibisce che le acque afferenti il parco (sul piano formale la nuova centrale, sia pur a ridosso, non insiste sul parco medesimo) siano interessate da prelievi per alcuno scopo. La società energetica, tuttavia, spiega che è stata prevista «una scala di rimonta» che permette ai pesci protetti di scavalcare la diga prevista per creare il bacino da cui l’acqua sarebbe incanalata verso le turbine. Una soluzione non sufficiente, secondo gli ambientalisti e nel mezzo l’Ente Parco “svuotato” di potere visto che Regione Veneto e Ministero dell’Ambiente non hanno ancora nominato il nuovo presidente.

Quella del bellunese è un’area ad altissimo potenziale per il comparto idroelettrico che tra tutte le fonti rinnovabili è quella in grado di assicurare un maggiore contributo elettrico (43 GWh la produzione lorda di energia nel 2015, seconda il solare con “appena” 22 GWh – Fonte: GSE – Energia da fonti rinnovabili in Italia Dati preliminari 2015).

Un questione ambientale, il timore di uno sfruttamento eccessivo delle acque e un presunto attacco all’ecosistema: tutto legittimo e sacrosanto considerato che le centrali idroelettriche hanno indubbiamente un forte impatto sul territorio. Eppure un aspetto da tenere bene a mente quando si chiede che tutto il Paese sia alimentato con le sole energie rinnovabili. Ancora di più ricordando che proprio il Veneto è una delle regioni che ha chiesto di indire il referendum prosaicamente ribattezzato “No Triv” di questa domenica.

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