Progetto Shuttle, il Tar e il Comune si scontrano su un esproprio che ne frena l’iter. PUGLIA



    

progetto shuttle_pugliaLa Puglia, e in particolare il Salento, è una delle mete turistiche più gettonate nel periodo estivo. Vacanze balneari soprattutto, ma anche discrete presenze nei Comuni dell’entroterra nel corso dell’anno. È in questo ragionamento che si inserisce il progetto dello Shuttle di collegamento tra la rete ferroviaria e l’aeroporto di Brindisi, che potrebbe consentire di usufruire dei trasporti aerei senza avere bisogno di raggiungere Brindisi in auto: si tratta di un servizio veloce su gomma, che prevede anche l’impiego di un tipo di bus a metano in grado di viaggiare a una velocità media vicina a quella dei sistemi su rotaia. Tuttavia, il progetto non ha mai avuto vita facile, con diversi contenziosi avviati dalle imprese interessate all’appalto che hanno messo a rischio il rispetto dei tempi previsti per l’aggiudicazione provvisoria (e la conseguente perdita del finanziamento di 40 milioni di euro).

Scongiurato il pericolo, per il raggruppamento di imprese che si è aggiudicato la gara non sono comunque terminate le difficoltà. Infatti, a inizio settembre il Tar di Lecce ha accolto il ricorso di una donna che si era opposta all’esproprio di un terreno di sua proprietà da parte del Comune di Brindisi. In particolare, la proprietaria del terreno in questione ha impugnato il vincolo imposto dal Comune poiché l’esproprio non sarebbe servito materialmente per realizzare le infrastrutture a servizio dello Shuttle ma a compensare Aeroporti di Puglia per la perdita di altre aree nell’ambito dei lavori.

Da parte sua il Comune ha risposto che il ricorso era stato presentato troppo tardi, ma per i giudici del Tar le delibere approvate dal consiglio comunale nel 2014 e nel 2015 devono essere annullate: il Comune di Brindisi sarebbe dunque in difetto per non aver contattato tutti gli interessati agli espropri comunicando l’avvio dei termini per l’impugnazione dei provvedimenti; inoltre – argomenta il Tar – l’apposizione del vincolo risulta «palesemente anomala» perché l’esproprio «è necessariamente funzionale alla concreta localizzazione ed alla realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilità».

Il Salento, il cui appeal è oramai universalmente riconosciuto, può e deve fare un salto di qualità dal punto di vista dei servizi, in primis sul lato dei collegamenti interni.

L’auspicio è che il progetto dello Shuttle non subisca ulteriori ritardi per via delle inadempienze del Comune o delle sentenze del Tar, cavilli burocratici che rappresentano un freno al percorso di crescita dei tanti operatori che hanno deciso di puntare (e investire) sulla bellezza di queste territori.

L’articolo su Nuovo Quotidiano di Puglia.it

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