La “protesta preventiva” al deposito nucleare. PUGLIA



    

centrale nucleareSul tema del prossimo deposito dei rifiuti radioattivi si è già scritto molto e molto si scriverà. Una struttura in cui si dovrebbero concentrare tutti i rifiuti ad alta e media attività, in via definitiva, e, temporaneamente, quelli ad alta attività, fino a che, cioè, non si realizzi un deposito sotterraneo geologico, dove seppellirli definitivamente. La mappa delle aree potenzialmente utilizzabili a questo scopo è stata terminata da Sogin la scorsa primavera, poi validata dall’Ispra e, infine, inviata ai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente per l’approvazione finale e la pubblicazione, attesa a fine agosto2015. Ancora nessuna traccia e le elezioni amministrative dello scorso anno per le regioni e quest’anno per alcuni capoluoghi “chiave” hanno reso e rendono la pubblicazione della mappa al memento più un rischio che un’opportunità (politica, beninteso).

In un clima di incertezza – benzina sul fuoco in una situazione “Centro-Periferia” già molto tesa – ci sono dei territori che preferiscono mettere le mani (e le barricate) avanti. È stato il caso ieri della Sardegna, oggi della Puglia.

I comuni di Altamura, Gravina, Matera, Santeramo in Colle, Poggiorsini, Spinazzola e Irsina, in una delibera congiunta hanno infatti dichiarato la “non disponibilità alla localizzazione del deposito nazionale destinato allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi e del parco Tecnologico” nei comuni del territorio murgiano.

La “protesta preventiva”, se così si può chiamare, ha anche avuto placet regionale, visto che alla seduta congiunta dei consigli comunali ha voluto prendere parte anche l’assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente, Domenico Santorsola che ha voluto <<testimoniare la vicinanza di tutto il governo regionale alle comunità che temono decisioni arbitrarie a livello nazionale>>. Aggiungendo <<Come nel caso delle ricerche petrolifere e della TAP il governo a guida del presidente Emiliano non intende arretrare e neppure sembrare remissivo rispetto a decisioni che non condivide e che piombano sulla testa della Puglia. Senza tener conto di legittime aspirazioni territoriali, scelte strategiche delle amministrazioni locali e dati tecnici>>.

Un classico caso nel quale la prolungata attesa di decisioni da parte dei soggetti preposti (Istituzioni e Ministeri) aumenta il senso di incertezza delle popolazioni, a loro volta “ostaggio” di un’amministrazione locale che si fa paladina della generale inquietudine, sovrapponendo e accostando progetti fra loro diversissimi e indicando un nemico preventivo, non ancora palesatosi né nella forma né nelle intenzioni.

La notizia su bari.ilquotidianoitaliano.it

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