Caos rifiuti, ancora tante le Regioni in difficoltà. ITALIA



    

La gestione dei rifiuti e i problemi che attanagliano il settore sono stati spesso protagonisti nelle varie campagne elettorali degli ultimi anni, in alcuni casi marchiando a fuoco amministrazioni comunali o intere regioni, per le quali la “monnezza” (ma non c’è solo Roma) è diventata una vera e propria bestia nera che ne ha danneggiato fortemente la reputazione. Ma come stanno veramente le cose, al di della retorica e delle più o meno riuscite ironie di questi giorni?

Su lettera43, Francesco Pacifico ha scattato una panoramica regione per regione che consegna un quadro effettivamente poco rassicurante: infatti, sono solo cinque le regioni a poter vantare una gestione oculata del ciclo dei rifiuti. Si tratta di Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige. Nel resto d’Italia invece la situazione è quasi sempre di emergenza o comunque poco ci manca. Per esempio, la Regione Calabria è costretta ad aumentare in continuazione la capacità di trattamento negli impianti, anche sino al 25%. Il motivo? Si fa poca differenziata – la percentuale più bassa in tutta Italia – e di conseguenza cresce il volume dei rifiuti da destinare alle discariche.

Nel Lazio si è in attesa di capire se l’accordo con il Governatore dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso (39 mila tonnellate di rifiuti in più da Roma per 90 giorni) aiuterà effettivamente la Regione ad uscire dal tunnel; ma è ormai chiaro che la chiusura di Malagrotta ha determinato una condizione insostenibile, con gli impianti esistenti che si sono fatti carico di una quantità di spazzatura sei volte superiore alla loro effettiva capacità. Anche al Nord non mancano casi limite, come in Liguria – e in particolare nell’hinterland genovese – dove la chiusura della discarica di Scarpino ha fatto impennare i costi a causa del trasferimento massiccio di indifferenziata nelle vicine Piemonte e Toscana. E anche l’Umbria si è dovuta rivolgere altrove a causa della chiusura di alcuni impianti di sversamento della Toscana: per l’esattezza bussando alle porte della Regione Marche del Governatore Luca Ceriscioli il quale ha accettato di farsi carico di 60 tonnellate al giorno. E la Campania? Il fardello dei 5 milioni di ecoballe da smaltire pesa come un macigno sui conti della Regione, costretta al trasferimento all’estero a suon di quattrini (Bulgaria, Portogallo, Romania, Spagna). Inoltre, non si esclude un peggioramento della situazione nelle due discariche attualmente aperte (San Tammaro e Savignano Irpino) che sono lì lì prossime alla saturazione.

La “palma” dell’illegalità va invece alla Puglia che, secondo i dati di Coldiretti, detiene il maggior numero di discariche abusive, con il 28.7% di infrazioni nel business dei rifiuti commesse nel solo Tacco d’Italia.

L’articolo di Francesco Pacifico su lettera43

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