Agenzie di viaggio, AGCM denuncia il caos legislativo che regola l’intermediazione turistica. ITALIA



    

Turismo_agenziediviaggioÈ noto ormai a tutti che nel nostro ordinamento esistono una serie di norme di natura diversa (norme di diritto pubblico statali, regionali, degli enti locali, ecc.) che impediscono una inequivocabile e uniforme disciplina del settore turistico e delle professionalità operanti in tale ambito. Il risultato di una molteplicità di norme emanate da diverse fonti è una regolamentazione disorganica del settore.

A denunciare questa confusione normativa è stata proprio l’Autorità Garante per la concorrenza e per il mercato (AGCM) che, con un documento inviato a tutti i presidenti di Regione, ha segnalato una serie di elementi che concorrono a distorcere la concorrenza nel settore delle agenzie di viaggi e che limiterebbero l’accesso alla professione.

L’Autorità, infatti, esaminando le venti legislazioni regionali, si è ritrovata in un caos di norme, vincoli e divieti che le varie legislazioni prevedono in materia di agenzie di viaggi. Così, ad esempio, se si vuole aprire un’agenzia di viaggi in Lazio si deve depositare una cauzione che rimane vincolata per tutta la vita dell’impresa, come garanzia sul pagamento delle tasse. Chi invece vuole lanciarsi nella stessa attività in Puglia deve dimostrare di risiedere nella regione e deve assicurare che gli uffici saranno aperti almeno per sei mesi. Anche la regione Sardegna chiede il certificato di residenza. Il Trentino Alto Adige chiede che il direttore dell’agenzia presenti un certificato in cui si impegna a trasferirsi nel Comune dove sarà operativa l’attività. In Sicilia è vietato aprire un’agenzia viaggi in un centro commerciale o affine.

Per un quadro generale della situazione, di seguito riportiamo schematizzate le principali criticità emerse dal lavoro dell’AGCM, qui interamente scaricabile:

  • Richiesta di una cauzione per l’apertura e l’esercizio dell’attività che spesso rimane vincolata per tutto il periodo di esercizio dell’agenzia;
  • Restrizioni territoriali in base alla residenza e divieto di apertura nei centri commerciali;
  • Vecchie procedure di rilascio dell’autorizzazione invece di applicare il regime semplificato di apertura delle agenzie di viaggio, ovvero l’onere di previa presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (la così detta SCIA);
  • Vincoli all’apertura e all’esercizio dell’attività accompagnati da misure sanzionatorie di revoca o sospensione dell’autorizzazione;
  • Norme che impongono al direttore tecnico l’esclusività e la continuità del lavoro in una sola agenzia, oltre che albi e registri non necessari.

Al fine di eliminare questi vincoli ingiustificati e introdurre un chiaro principio della libertà di accesso ed esercizio dell’attività di intermediazione turistica tramite agenzia di viaggio, l’Autorità auspica un intervento del Parlamento e chiede alle Regioni destinatarie del documento di comunicare entro 45 giorni le misure che intendono implementare con riguardo alle criticità concorrenziali evidenziate a livello regionale.

La notizia su WebitMag

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