Gli industriali italiani e tedeschi insieme per la competitività delle regioni

Opinione

19-02-2018     Michele MASULLI

Continua la collaborazione tra Confindustria e BDI, la federazione industriale tedesca. Le due associazioni imprenditoriali, infatti, tornano a prendere una posizione comune, questa volta a riguardo delle politiche europee di coesione regionale. Occasioni recenti sono costituite dal Patto per la competitività siglato nel 2016 e dalla dichiarazione congiunta che le due organizzazioni hanno diffuso nell’ambito del 7° Business Forum, tenutosi a Bolzano a fine ottobre 2017.

In quest’ultima sede Confindustria e BDI formulano raccomandazioni utili a disegnare politiche di sostegno alla competitività agli investimenti e all’occupazione, sia sui rispettivi fronti interni sia nella dimensione dell’Unione Europea.

Dall’attuazione delle misure previste revisione della strategia di politica industriale dell’UE a una stretta collaborazione in materia di Industria 4.0, soprattutto a riguardo della creazione di una rete europea dei Digital Innovation Hub (DIH), da maggiori investimenti europei in R&S, da progetti industriali per lo sviluppo delle reti Trans-Europee di Trasporto alla rivitalizzazione del credito bancario alla tutela degli investimenti europei all’estero e alla diffusione degli standard europei a livello globale, sono tante le indicazioni di policy diffuse dal duo italo-tedesco. Tra queste, già nel documento di ottobre, trovava spazio il ruolo della politica europea di coesione regionale. In particolare, per il quadro finanziario post 2020, si richiedono adeguate risorse per la politica di coesione, considerata come la principale fonte europea di investimenti e un veicolo indispensabile per affrontare il rilancio industriale. Inoltre, si sostiene una riforma di questa politica, così da renderla più semplice ed accessibile, vicina a chi opera nelle regioni in ritardo di sviluppo ed utile a rafforzare lo sviluppo economico di tutti i territori. In più, si domanda di includere stabilmente la politica di coesione all’interno di una politica industriale europea complessiva volta a irrobustire gli investimenti e potenziare la competitività delle imprese locali. Invero, la politica di coesione europea consta di circa un terzo del bilancio dell’Unione. Si tratta di 325 miliardi di euro, a disposizione dello sviluppo delle 263 regioni europee.

In vista della proposta di bilancio comunitario per il periodo 2021-2027 che la Commissione dovrebbe avanzare in maggio, Confindustria e BDI sono tornate, nei giorni scorsi, a presentare le loro idee in merito, considerando il prossimo quadro finanziario come fondamentale per affrontare le sfide dell’industria del futuro, dalla trasformazione digitale della produzione al finanziamento della ricerca alla formazione della forza lavoro. Le associazioni imprenditoriali di Italia e Germania conferiscono grande rilevanza alle politiche di coesione all’interno della propria piattaforma programmatica per l’Unione.

Nello specifico, si è rimarcata la necessità di legare l’utilizzo dei fondi di coesione al Semestre europeo e ad altri dispositivi e fondi europei, affinché tutti gli strumenti convergano verso gli stessi obiettivi in modo quanto più coerente possibile; si propone, inoltre, di servirsi delle politiche di coesione come strumento di miglioramento delle politiche pubbliche in generale, ricorrendo alla condizionalità dell’erogazione dei fondi al rispetto di alcuni criteri, di puntare alla crescita delle piccole e medie imprese e di rafforzare i progetti di cooperazione tra le regioni europee, sulla base delle loro specializzazioni produttive (si pensi, ad esempio, a regioni con specializzazioni complementari o alla risoluzione di problematiche transfrontaliere). Più in generale, si richiede un utilizzo più efficace e mirato dei fondi derivanti dalla politica di coesione, concentrando le risorse su obiettivi chiari e di numero ridotto e su aree di investimento prioritarie, in modo da rafforzare l’impatto sullo sviluppo dei territori ed evitando dispersioni.

Attraverso questa ridefinizione, Confindustria e BDI immaginano di rendere più forte il contributo della politica di coesione alla convergenza tra gli Stati e alla crescita economica e sociale e le regioni europee più pronte di fronte alle sfide della competitività globale.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.