A Brescia le imprese italiane più puntuali nei pagamenti. LOMBARDIA



    

Nei pagamenti tra aziende, Brescia è la provincia più puntuale d’Italia. Sono solo il 4% le imprese in grave ritardo (oltre i 30 giorni), di fronte a una media nazionale del 10,5% (in calo comunque di 5 punti percentuali rispetto al picco negativo del 2013).

L’analisi di Cribis, gruppo Crif, evidenzia dunque una media in miglioramento. In regola sono infatti il 37,3% delle imprese (dal 35,6% di fine 2016), una crescita importante anche se distante dal periodo pre-crisi, quando i ritardi gravi erano inferiori al 6%.

«Il cambiamento nel clima tre le imprese mi pare evidente – sottolinea Marco Preti, Amministratore Delegato di Cribis – e tutti gli indicatori si stanno muovendo nella giusta direzione, con un passo più deciso rispetto al passato: migliora la puntualità ma si riducono in parallelo anche i ritardi più gravi. Questo è l’anno della conferma di un trend di miglioramento che si consolida».

Rilevanti sono però le differenze regionali. Il Nord Est fa registrare ancora una volta i risultati migliori a livello nazionale, con il 46,1% delle imprese che pagano con regolarità i propri fornitori e solo il 6,4% in forte ritardo. Al Sud invece i saldi regolari arrivano ad appena il 24% e i ritardi sfiorano il 18%.

Anche il confronto tra regioni testimonia questo trend. Il Veneto è la regione più virtuosa (appena il 6,1% di ritardi gravi) mentre la Sicilia, ultima nella classifica, presenta una percentuale estremamente elevata (il 20%). La Lombardia è invece la regione leader per numero di province con, oltre a Brescia, altri quattro territori ai vertici della puntualità: Bergamo, Lecco, Mantova e Sondrio.

Un altro indicatore oggetto dello studio è quello relativo alle dimensioni delle imprese. Infatti, nelle microimprese la puntualità è al 38,5%, mentre nelle grandi crolla al 14,8%. Tuttavia, queste ultime presentano un dato contenuto per i ritardi gravi (5,1%), percentuale che invece raddoppia per le microimprese.

«I consumi ripartono – conclude Preti – la forte scrematura in termini di fallimenti è già stata superata, un passaggio che i “superstiti” hanno superato imparando ad adottare una gestione attenta del proprio sistema dei pagamenti: una scelta che ha pagato».

L’articolo su Il Sole 24 Ore

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