Resort di Fasano, se la burocrazia frena gli investimenti (e il turismo). PUGLIA



    

Resort_FasanoA Fasano, in provincia di Brindisi, una società olandese che aveva deciso di investire nel nostro Meridione vede andare in fumo un importante investimento avviato quasi 10 anni fa.

Era il 2008, infatti, quando la Parco di Mileto Srl aveva ottenuto l’autorizzazione per costruire un resort turistico nella campagna fasanese, in un punto strategico della Puglia sia per la vicinanza al mare sia per l’altrettanto splendido entroterra dei comuni limitrofi.

Wilhelm Frederik Maarten van Gelderen, l’imprenditore venuto dai Paesi Bassi, aveva fiutato – come tanti, del resto – le potenzialità del territorio e la forte vocazione turistica, tanto da decidere di acquistare un’area a Pozzo Faceto, stregato dalle bellezze della città che segna il confine fra il Salento e la Terra di Bari. Ma l’entusiasmo iniziale deve essere presto svanito, a giudicare dalle peripezie burocratiche e giudiziarie che il suo progetto si è trovato di fronte. È l’ottobre del 2014 quando la procura di Brindisi sequestra l’intero complesso ipotizzando l’irregolarità dei permessi di costruire che il Comune aveva invece rilasciato, in barba – ritengono i giudici – alla normativa che disciplina gli insediamenti in zona agricola.

La vicenda giudiziaria si è conclusa alcuni giorni fa con la confisca del terreno e, inevitabilmente, anche delle costruzioni che il signor van Gelderen aveva realizzato nel corso degli anni. Paradosso nel paradosso, il giudice del tribunale di Brindisi ha dichiarato prescritto il reato ma il sequestro rimane. Ora, gli avvocati italiani che assistono la Parco di Mileto non aspettano altro che far valere le proprie ragioni nel ricorso in appello in cui chiederanno al Comune di Fasano un risarcimento visto che era stata l’amministrazione locale a concedere tutti i permessi necessari. Una “partita strana” – così l’avvocato Massimo Manfreda ha definito la battaglia legale a venire, “con uno Stato che con una mano ti rilascia il permesso di costruire e con l’altra ti mette sotto processo e confisca il terreno”. Ma il problema di fondo sono le norme: “troppe, contraddittorie, difficili, scritte male e disponibili a essere interpretate sostiene il professor Paolo Pastore, associato di Architettura al Politecnico di Bari e consulente di parte nella vicenda in questione.

L’eccesso di burocrazia provoca ritardi e inceppa il sistema che prima o poi va in crisi, generando situazioni come quella di Fasano che finiscono per scoraggiare gli investitori, sempre più confusi dai nostri castelli burocratici.

Fu Confindustria Turismo a lanciare a suo tempo la proposta di uno sportello unico presso la Regione Puglia per aiutare chi viene a fare impresa ma non ha dimestichezza con i nostrani processi decisionali spesso confliggenti fra loro. Chissà se anche il signor van Gelderen apprezzerebbe l’idea…

La notizia sul Corriere del Mezzogiorno

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