Dietrofront, la giunta comunale non approva il progetto per il porto di Massa Lubrense. CAMPANIA



    

massa_lubreneseA Massa Lubrense, Comune della Città metropolitana di Napoli, non vi sarà nessun intervento di miglioramento del porto. Almeno fino alla prossima Giunta comunale, verrebbe da aggiungere. Infatti, il parere negativo in conferenza dei servizi da parte del sindaco Lorenzo Balducelli ha il sapore del più classico dei dietrofront visto che l’amministrazione precedente – guidata dal sindaco Leone Gargiulo – si era invece schierata a favore dell’opera concedendo il suo benestare. L’opera in questione è l’articolato progetto di restyling del porto proposto dalla società Marinalobra srl, un programma d’interventi da 17 milioni di euro da realizzare in regime di project financing.

Per la Marinalobra non si tratta tuttavia del primo capovolgimento di fronte poiché la vicenda si trascina ormai da diversi anni, con contenziosi e carte bollate che hanno impedito il tanto atteso avvio dei lavori. Già nel 2011, infatti, l’Autorità di Bacino del Sarno e la Regione Campania si erano espresse sul progetto con un parere negativo ma l’allora sindaco Gargiulo puntò i piedi sostenendo che i due enti non avevano preso parte all’apposita conferenza di servizi e che si fossero limitati ad inviare le loro note. Lo scontro era finito davanti al Consiglio di Stato che decise di dar ragione all’Autorità di Bacino annullando il provvedimento dell’amministrazione comunale che autorizzava i lavori. Il progetto però è poi stato approvato nuovamente, questa volta con le integrazioni formalmente richieste dall’Autorità.

Il resto è storia recente: nel giugno 2016 arriva un’altra doccia fredda dopo che il Tar accoglie il ricorso dei titolari delle vecchie concessioni, di alcuni gestori di lidi e del WWF che contestano in particolare il nuovo parcheggio e l’allungamento della banchina: troppo cemento, lamentano gli ambientalisti e la Giunta comunale – che intanto è subentrata alla precedente – chiede alla Marinalobra di fornire ulteriori verifiche documentali. Ma la società, verosimilmente spazientita, fa sapere che le autorizzazioni già ci sono e il procedimento in conferenza si conclude con esito negativo.

L’articolo sul Corriere del Mezzogiorno

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