Cinque piccoli termovalorizzatori per gestire l’emergenza rifiuti. SICILIA



    

Sicilia_rifiuti“È arrivato il momento di dare attuazione a un sistema nuovo. Posso anticipare che entro due mesi pubblicheremo le prime manifestazioni di interesse per realizzare piccoli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti”. Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, in un’intervista al Giornale di Sicilia. “Abbiamo superato l’impostazione iniziale del ministero, che prevedeva due grossi impianti. Ora siamo in grado di ipotizzarne cinque piccoli, capaci di smaltire 150 tonnellate al giorno”.

L’ordinanza che autorizza la Regione siciliana a conferire i rifiuti nelle discariche fino al 30 novembre ha infatti ricevuto la firma del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti e ora a Palazzo d’Orleans si corre per attuarne i contenuti.

Il presidente Crocetta ha accolto l’ordinanza del governo con tutte le prescrizioni, i paletti, gli obblighi fissati da Roma per superare l’emergenza rifiuti. Compresa quella inserita al “punto 14”, per cui ogni anno dovranno essere smaltite almeno 700 mila tonnellate attraverso l’utilizzo dei termovalorizzatori.

Gli inceneritori saranno costruiti seguendo “le migliori pratiche disponibili in materia di tutela ambientale e della salute umana entro un fabbisogno stimato in circa 700 mila tonnellate l’anno”. La quantità di rifiuti da “termovalorizzare”, calcolata anche dall’Ispra, è limitata alle 700 mila tonnellate perché è prevista una crescita della raccolta differenziata che dovrà impennarsi nei prossimi mesi.

L’ordinanza dà indicazioni anche in merito alla zona in cui dovranno sorgere i termovalorizzatori. Questi potranno sorgere “esclusivamente” in “aree in esercizio a discariche pubbliche ovvero in aree pubbliche dismesse di discariche non in esercizio ovvero in aree industriali, anche in prossimità delle stesse”.

Secondo alcune indiscrezioni il governo regionale punterebbe a utilizzare, per la costruzione di quattro termovalorizzatori, discariche dismesse (sono una trentina in tutta l’isola) mentre il quinto potrebbe essere costruito a Bellolampo a Palermo recuperando un progetto esistente che prevedeva la termovalorizzazione di 50mila tonnellate di rifiuti. Stando ai calcoli di Roma la riconversione abbatterebbe di un terzo il tempo per completare i lavori.

A questa ordinanza si oppone il sindaco di Misterbianco, Nino Di Guardo. Con uno sciopero della fame il sindaco protesta contro l’ordinanza del governo regionale che proroga il conferimento dei rifiuti nelle discariche dell’Isola tra cui quella di “Valanghe d’inverno” che si trova in territorio di Motta Sant’Anastasia, ma di fatto a poche centinaia di metri del paese di Misterbianco.

Di Guardo, che nei giorni scorsi si è auto sospeso dal Pd, lancia un appello al suo partito e risponde alle critiche del presidente della regione siciliana affermando che “liberare Misterbianco dai rifiuti e dalla puzza non è un capriccio, ma un dovere morale.

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