Campobasso, finisce in Parlamento la procedura accidentata di un impianto a biomasse. MOLISE



    

Campobasso_impiantoA un anno e mezzo dalla sentenza del TAR Molise l’amministrazione regionale molisana non ha ancora provveduto all’esecuzione della Valutazione di Incidenza dell’impianto a biomassa in funzione a Montenero di Bisaccia. Il fatto è ritornato a far discutere dopo l’interrogazione del deputato molisano del PD, Danilo Leva, che chiede al Governo, tramite i Ministeri competenti, se sono a conoscenza “dell’irresponsabile indifferenza” degli organi regionali preposti.

L’impianto, situato nel comune di Montenero di Bisaccia (Campobasso), è stato costruito nel 2010 con una determina dirigenziale della Direzione Energia della Regione Molise, che ne autorizzava l’installazione in area produttiva di Tipo D (area destinata a insediamenti produttivi). Nonostante l’autorizzazione della regione, ad oggi l’impianto risulta carente della Valutazione di Incidenza. 

Alla sua realizzazione si oppone sin da subito la provincia di Campobasso che impugna la determina dirigenziale e l’autorizzazione unica davanti al TAR Molise. Quest’ultimo accoglie nel 2014 il ricorso ed emana la sentenza che obbliga la Regione Molise ad eseguire la Valutazione di Incidenza entro 120 giorni.

Ad un anno e mezzo dalla comunicazione della sentenza il quadro che emerge è poco chiaro e trasparente. La Regione Molise non ha ancora provveduto a dare concreta esecuzione della sentenza del TAR e l’ARPA Molise ha rilevato che l’impianto emette polveri sottili in quantità superiori al limite massimo consentito. Inoltre, stando alle parole del deputato, l’area in cui opera l’impianto risulta “totalmente sfornita di centraline fisse per la misurazione delle emissioni così come impone la normativa”.

La società responsabile dell’impianto, Il Quadrifoglio, espone invece un’altra situazione e assicura che tutto è in regola sia per quanto riguarda la Valutazione di Incidenza sia in merito al funzionamento dell’impianto rispettando tutte le normative. “La centrale – afferma la società – può svolgere l’attività tranquillamente assicurando anche energia termica a una lavanderia industriale e tutelando il lavoro di decine di famiglie e riversando l’energia alla rete nazionale”.

In conclusione, la vicenda, accidentata e ancora lontana dalla soluzione, manca di un dialogo costruttivo tra le parti coinvolte che possa individuare le loro responsabilità e competenze. Proprio per tale motivo dal caso emerge anche un altro dato: le affermazioni del deputato Leva celano una “valenza” politica, dal momento che sono dirette alla presunta inadempienza della Regione Molise che non avrebbe rispettato i termini imposti dal TAR.

Il testo dell’interrogazione

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