Autostrade: la Via Crucis Asti-Cuneo. PIEMONTE



    

autostrada_asti_cuneoRevocare la concessione alla società che gestisce l’Asti-Cuneo. A chiedere al ministro Graziano Delrio di assumere il drastico provvedimento sono gli imprenditori cuneesi che, dopo due lettere del presidente di Confindustria Cuneo Franco Biraghi indirizzate al titolare del Dicastero delle infrastrutture, lamentano ancora una volta la “mancata realizzazione dei previsti lavori di completamento e l’apertura alla libera circolazione del tratto finora realizzato dell’A33”. Sul banco degli imputati è la “Società di Progetto Asti-Cuneo S.p.A.”, controllata dal Gruppo Sias che fa capo alla famiglia Gavio, tra i principali gestori della rete autostradale italiana. Su 90 kilometri di tratta complessiva alla concessionaria ne mancherebbero 9 da realizzare. Secondo quanto riportato dal Sole 24Ore il Ministero delle Infrastrutture “ne è a conoscenza da almeno un paio di anni ma nonostante questo tutto è fermo e le proteste fioccano”. Il Gruppo Gavio interpellato dal quotidiano di Confindustria replica affermando che i progetti per la realizzazione del tratto mancante sono in corso di approvazione e che la società concessionaria li ha presentati nei termini previsti in convenzione. Pertanto, conclude Gavio, le cause dei ritardi “sono da ricercare nella complessità delle procedure oggi previste, che vedono il coinvolgimento di una pluralità di enti e di amministrazioni”. Un segnale di speranza è arrivato dal Sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo, che durante la conferenza stampa di inizio anno ha dichiarato che insieme ai “sindaci di Alba e Cuneo stiamo facendo un lavoro al momento oscuro, per far ripartire la Asti-Cuneo: ci sono i presupposti per riuscirci”.

L’articolo de Il Sole 24 Ore

La conferenza stampa del Sindaco di Asti

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