Infrastrutture, ferro o gomma per lo sviluppo della mobilità? EMILIA-ROMAGNA.



    

Autostrada_tibreL’infrastruttura autostradale Tirreno-Brennero, TiBre, è un progetto che risale agli anni ‘70 per collegare La Spezia al Brennero. Il progetto della TiBre che si sviluppa in particolare dalla provincia di Parma fino a quella di Verona è di 85 chilometri totali: 55 in Lombardia, 15 in Veneto e 15 in Emilia-Romagna.

Il presidente della Lombardia Roberto Maroni ha già inserito l’opera nei progetti strategici, stessa operazione effettuata da Luca Zaia in Veneto. Non dello stesso avviso Stefano Bonaccini presidente dell’Emilia Romagna, che ha invece deciso di tagliare lo sviluppo della tratta autostradale di competenza. Lo ha annunciato ufficialmente a settembre dello scorso anno l’assessore ai trasporti Raffaele Donini, precisando che questa scelta produrrà un risparmio stimato in 10 miliardi.

Le intenzioni dichiarate dalla Giunta regionale per le infrastrutture viarie consistono in una diminuzione degli investimenti su gomma e nella parallelo aumento degli investimenti su ferro.

La proposta che la Regione Emilia-Romagna ha fatto al Governo in merito al Programma infrastrutture strategiche (Pis) si articola su due livelli di priorità. In priorità 1, trovano collocazione i lotti di potenziamento per la linea ferroviaria Pontremolese (circa 2 miliardi di intervento). Sempre in priorità 1 la Regione propone un intervento da 50 milioni per rendere funzionale il primo lotto della Tibre (tratto Fontevivo-Trecasali, di cui è imminente l’avvio del cantiere) collegandolo (con una strada ordinaria) alla Cispadana verso est. Il secondo lotto della Tibre (300 milioni di euro per la parte dell’Emilia-Romagna) è priorità 2.  Per cui la sua realizzazione sarà improbabile a causa della mancanza di risorse.

L’opera complessiva è da una parte fortemente contestata dal sindaco di Parma, il grillino Pizzarotti, dal mondo ambientalista/animalista e dalle opposizioni di sinistra, che nel “No Tibre-day” di gennaio hanno ribadito la loro contrarietà anche alla realizzazione del primo lotto autostradale, non solo per motivi di costo, salute e di utilità, ma anche perché il tratto attraverserebbe zone protette per la flora e la fauna. Legambiente, ad esempio, propone il progetto del TiBre ferroviario, per cui esisterebbe già uno studio di fattibilità con un possibile collegamento tra la ferrovia pontremolese e altri tratti di ferrovia già esistenti da ammodernare.

Dall’altra parte la FILLEA CGIL, la Lega Nord, alcuni Comuni del parmense, criticano le decisioni della Giunta e sostengono la strategicità dell’infrastruttura. In particolare è ritenuta inaccettabile la decisione di non completare l’opera senza un progetto alternativo credibile, che significherebbe stralciare anni di investimenti in studi e progettazione e condannare la città di Parma ad un ruolo secondario in Italia e in Europa. Inoltre l’azienda a cui è appaltata l’autostrada ha sollevato dubbi sulla legittimità della decisione della Giunta. La tratta interessa infatti più regioni e quindi l’Emilia Romagna non potrebbe arbitrariamente opporsi.

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