La diga in Valsessera con l’acqua alla gola. PIEMONTE



    

DigaIl progetto di ampliamento della diga in Valsessera (Piemonte nord-orientale) approvato dalla precedente Giunta Cota di centrodestra ha contributo a trasformare un clima di ordinario dissenso politico in un desolante conflitto da tutti contro tutti.

Si tratta di un’opera concepita innanzitutto per superare la siccità che ha afflitto il territorio tra la provincia di Biella e Vercelli negli ultimi anni e per migliorare l’efficienza idrica degli invasi esistenti. Tra i vantaggi che la diga dovrebbe apportare rientrano l’incremento della disponibilità d’acqua ad uso idropotabile e l’aumento della disponibilità d’acqua a servizio delle colture, in primis quella del riso Baraggia biellese e vercellese, tra l’altro unica Dop concessa dalla Comunità Europea all’Italia per la risicoltura.

Naturale quindi che tra i principali sostenitori dell’opera, oltre al Consorzio di bonifica Baraggia che ne è il proponente, vi siano la Coldiretti ed anche il Consorzio Sii (Sistema idrico integrato), che ha lanciato l’allarme sulla carenza di acqua potabile in alcuni Comuni di sua gestione. Il fronte dei contrari alla diga raccoglie invece numerose associazione ambientaliste, tra cui Wwf e Legambiente, sotto la sigla “Custodiamo la Valsessera”, che denuncia l’inutilità dell’opera in quanto non risolverebbe alla radice la cause del problema, ossia lo sfruttamento idrico non sostenibile da parte del sistema agricolo.

La scelta dei fautori del progetto, secondo i gruppi locali per il no, è inoltre totalmente al di fuori di quell’approccio territoriale integrato, indispensabile nelle società moderne, dove gli usi del suolo e delle risorse idriche devono essere strettamente collegati ad una rigorosa valutazione costi/benefici ambientali ed economici che si esplicita innanzitutto attraverso la valutazione delle “esternalità” ambientali, ovvero degli impatti generati da grandi infrastrutture, come: urbanizzazione, alterazione del regime naturale, consumo di suolo, etc.

La politica non offre chiarimenti sulla linea da seguire. Gli enti locali della provincia di Biella si sono spaccati tra i detrattori dell’opera, che hanno ricorso al TAR dopo l’approvazione della Valutazione di Impatto Ambientale concessa dal Ministero dello Sviluppo, e i suoi patrocinatori che sono passati al controricorso per tutelare il progetto. Il presidente di Regione Piemonte Chiamparino non ha ancora espresso una netta posizione, mentre il consiglio regionale ha votato una mozione contraria. Contrari anche 60 senatori tra Partito Democratico e Scelta Civica che hanno interrogato il Governo sulla reale utilità di un’infrastruttura che non avrebbe nemmeno uno stanziamento di fondi previsto (sembra servirebbero 300 milioni di €).

Diga in Valsessera, la Regione tace

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