Il Comitato ricorre al Tar per bloccare il nuovo polo di GLS. EMILIA-ROMAGNA



    

A Modena i cittadini di viale Gramsci ricorreranno al Tar contro la realizzazione del nuovo polo produttivo della General Logistics Systems, la nota azienda dei trasporti del gruppo Royal Mail (la società britannica delle poste) conosciuta dal grande pubblico con l’acronimo GLS.

In accordo con il Comune emiliano, GLS aveva deciso di trasferire in via Massarenti la sua sede di Ponte Alto, ma nel novembre scorso i residenti del Quartiere Gramsci non hanno esitato a manifestare la loro contrarietà, organizzando una “camminata” contro la costruzione del nuovo stabilimento di 4.300 metri quadrati. Secondo il portavoce del comitato Andrea Giordani, la nuova area destinata ad ospitare GLS rappresenta un indispensabile “polmone verde” di cui la comunità verrebbe ingiustamente privata qualora la compagnia inglese dovesse trasferirsi qui. Non solo: per il comitato occorre tutelare “l’abbandonata chiesetta di Santa Cecilia” che sorge nelle vicinanze. Le contestazioni del comitato riguardano poi alcuni aspetti tecnici relativi alle autorizzazioni concesse dal Comune di Modena e che difatti hanno permesso l’avvio dei lavori di costruzione.

Per gli avvocati del comitato, la decisione di ricorrere al Tar risiede soprattutto nella tipologia di permessi concessi dall’amministrazione comunale: “per questa area di via Massarenti – spiegano i legali – andava utilizzato lo strumento della realizzazione del piano particolareggiato, mentre il Comune ha utilizzato un permesso a costruire convenzionato, possibile dal 2014, certo più veloce ma secondo noi non utile in questo caso”. Il Consiglio comunale a metà ottobre aveva approvato la delibera relativa al permesso di costruire convenzionato e subito dopo l’assessore all’urbanistica Anna Maria Vandelli aveva dichiarato che la Ccfs Immobiliare spa, società incaricata dei lavori, avrebbe realizzato oltre alla sede GLS anche “una serie di opere di urbanizzazione primaria funzionali all’intervento”.

Insomma, un progetto importante su cui sarebbe stato opportuno che cittadini, impresa e istituzioni convergessero ragionando insieme sulle soluzioni migliori. Al di là del giudizio che produrrà il Tar sulla correttezza o meno degli strumenti autorizzativi.

L’articolo su La Gazzetta di Modena

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