Idroelettrico, una lettera contro la nuova moratoria. ABRUZZO



    

Abruzzo_idroelettricoLa regione Abruzzo, mediante la Deliberazione del Consiglio Regionale n. 51/10 del 16/12/2015, ha adottato una moratoria per gli impianti idroelettrici. La deliberazione stabilisce che, in attesa dell’aggiornamento del Piano, “ai fini del rilascio di nuove concessioni di derivazione di acqua pubblica ad uso idroelettrico la classificazione dei corpi idrici superficiali in stato di qualità inferiore al “buono” rende il prelievo non compatibile con l’obbligo di non pregiudicare il mantenimento o il raggiungimento degli obiettivi di qualità definiti per il corpo d’acqua interessato ai sensi dell’art. 12 bis del RD n. 1775 del 11 dicembre 1933”.

Il presidente di assoRinnovabili, Agostino Re Rebaudengo, in una lettera del 4 maggio indirizzata alla Regione Abruzzo, esprime tutto il disappunto e la preoccupazione per “l’ennesima moratoria per gli impianti idroelettrici”, ribadendo il fatto che imposizioni di limiti e moratorie a installazioni di impianti a fonti rinnovabili sono costituzionalmente illegittime. Stando alle sue parole, l’effetto di tale disposizione sarà il rigetto automatico delle domande di derivazione ad uso idroelettrico presentate all’interno di corpi idrici con stato di qualità inferiore al “buono”, poiché incompatibili. Eppure, già nel 2007 la Regione Abruzzo aveva avviato un’interruzione generalizzata del settore idroelettrico sospendendo decreti di concessione già rilasciati laddove non fossero ancora iniziati i lavori di cantiere. Il rilascio delle nuove concessioni ad uso idroelettrico era in attesa dell’elaborazione di uno studio a supporto dell’allora Programmazione regionale in materia di risorse idriche.

La Regione attribuisce le cause del divieto alla necessità di procedere alle attività di aggiornamento del Piano di Tutela delle Acque. Tuttavia, secondo assoRinnovabili, le nuove domande di concessione ad uso idroelettrico andrebbero valutate secondo due strumenti di pianificazione già in vigore e di recente approvazione: il Piano di Gestione del Bacino Idrografico, strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d’uso finalizzate alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione delle acque, e il Piano di Tutela delle Acque, piano stralcio dello stesso Piano di Gestione.

Secondo vari orientamenti giurisprudenziali, il ricorso alla moratoria potrebbe esporre la Regione a una responsabilità risarcitoria per gli eventuali danni in capo agli operatori. Stando a quanto riportato nella lettera, assoRinnovabili preannuncia azioni giudiziali ed extra giudiziali per la tutela degli interessi dei propri Soci nel caso in cui non dovesse esserci una “rapida rimeditazione della disposizione”.

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