Gap infrastrutturale: ritardi e rischio isolamento a Grosseto. TOSCANA



    

grosseto_infrastrutturePuntuale come ogni anno, Il Sole 24 ore ha pubblicato la speciale classifica sulla qualità della vita nelle province italiane, uno strumento ancora molto apprezzato dagli stakeholder che permette di gettare uno sguardo analitico sull’intrecciarsi delle dinamiche economiche e sociali che coinvolgono gli orientamenti di imprenditori, politica, istituzioni locali e cittadini. Tanti i settori di indagine presi in considerazione dallo studio – reddito e consumi, risparmi, ambiente, demografia, servizi e welfare, integrazione e sicurezza, solo per citarne alcuni – modulati su circa quaranta parametri. Sono diversi gli spunti offerti dal Sole, fra conferme e scivoloni più o meno attesi: Aosta, infatti, consolida il primo posto con un Pil pro capite pari a 33.144 Euro mentre Vibo Valentia rimane il fanalino di coda.

Sono dati che vanno comunque ben ponderati alla luce delle peculiarità dei territori, come sa bene Mario Salvestroni, presidente di Confindustria Toscana Sud delegazione di Grosseto che ha commentato a caldo il non lusinghiero risultato ottenuto proprio dalla splendida provincia della Maremma: “ad Aosta l’imprenditoria non deve essere molto sviluppata, si predilige l’impiego pubblico, le imprese registrate per 100 abitanti sono dieci contro le nostre 13, dove forse si è fatto di necessità virtù. Mentre le start up innovative da noi sono solo 6 ogni mille persone contro le 14 della capolista e l’export incide per l’1% sul nostro Pil”. Grosseto si è piazzata 51esima nella speciale classifica registrando, dunque, una pesante “retrocessione” rispetto al 30esimo posto di un anno fa e al 15esimo del 2014. A pesare sono soprattutto l’inadeguatezza delle infrastrutture e i ritardi nella diffusione della banda larga. Inoltre, secondo il rappresentante degli industriali grossetani la Maremma è in controtendenza rispetto ai pur lenti segnali di ripresa della Toscana, in un contesto fatto di piccole e medie imprese che dovrebbero imparare a “fare rete” per non soccombere tragicamente una dopo l’altra.

Si sa, tutto il mondo è paese e, stringi stringi, le difficoltà che attanagliano le imprese italiane sono le medesime da Trieste in giù: carenza di credito alle imprese, costi energetici alti, pubblica amministrazione inefficiente con, a completare il quadro, la mancanza di infrastrutture solide e affidabili che fungano da cornice al sostegno dell’economia di impresa. Secondo Salvestroni, proprio il deficit infrastrutturale, particolarmente percepito dai grossetani, deve costituire la priorità pena l’isolamento non solo della Maremma ma di molte alte realtà che con il loro tessuto di piccole e medie imprese sono l’essenza del mondo imprenditoriale italiano.

La mappa interattiva de Il Sole 24 Ore

L’intervista a Mario Salvestroni

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