La Spezia, Pollio “Partecipazione dei cittadini fattore strategico. Puntiamo ad una città smart”

Opinione

15-02-2016     * Alessandro POLLIO, Assessore allo Sviluppo e all'innovazione economica del Comune della Spezia

Assessore, può raccontarci brevemente un’esperienza di successo tra un’impresa e la sua amministrazione?

L’esperienza di maggior successo di collaborazione tra impresa ed Amministrazione negli ultimi anni è senz’altro quella dello stabilimento denominato “San Giorgio”, una fabbrica di elettrodomestici presente sul territorio spezzino che produceva lavatrici da circa sessant’ anni. Nel 2009 si è riunito un tavolo di confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico al quale hanno partecipato tutte le parti coinvolte (Mi.S.E., Regione Liguria, Provincia della Spezia, Comune della Spezia, Azienda e OO.SS. di categoria Fiom, Fim Uilm e RSU). Si arrivò così ad un accordo che consentisse il mantenimento delle attività industriale del sito privilegiando interventi che ne valorizzino gli asset immobiliari. Nel corso di quell’anno venne stipulato prima un Protocollo d’Intesa e poi un Accordo di Programma.

Quali erano le azioni che si volevano intraprendere con il Protocollo d’Intesa e con il successivo Accordo di Programma?

Il Protocollo aveva l’obiettivo di raccogliere le manifestazioni di interesse da parte di investitori interessati ad insediarsi nel sito. Questo è stato possibile grazie ad un’intensa attività di marketing territoriale dell’area in collaborazione con la Provincia, il Comune e Confindustria La Spezia. L’Accordo di Programma invece, era finalizzato alla reindustrializzazione del sito, nonché al reimpiego degli esuberi nell’ambito delle nuove iniziative imprenditoriali individuate per rilanciare l’area. Tra le manifestazioni di interesse pervenute vi è stata quella della ASG Superconductors spa di Genova (ASG), una delle poche società a livello internazionale specializzate nella progettazione e costruzione di magneti di grosse dimensioni e ad alto contenuto innovativo. Nel 2010 la società ASG ha firmato un accordo per la reindustrializzazione del sito e per il reinserimento dei lavoratori e l’Amministrazione ha poi continuato ad attivarsi per assicurare alla società il rispetto dei tempi concordati per il rilascio delle autorizzazioni necessarie all’avvio della nuova attività. Si tratta di un’esperienza di successo e particolarmente rilevante perché è stato proprio dalla crisi che si è aperta una nuova opportunità nell’area della ex San Giorgio.

Semplificazione, sviluppo e riqualificazione del territorio. Quali sono i progetti futuri del Comune della Spezia?

Il Progetto più importante che è stato avviato dal Comune della Spezia e sul quale lavoreremo nei prossimi anni è “La Spezia20.20_la città diventa Smart”. Obiettivo fondamentale di questo progetto è quello di implementare la Smart City con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei propri cittadini. L’amministrazione ha tracciato un percorso di lavoro che ha permesso di individuare settori e aree prioritarie d’azione sulle quali basare una crescita “intelligente” della città e nell’ambito delle quali ampliare la platea di soggetti coinvolti. Sono stati poi attivati protocolli di intesa e tavoli di lavoro nell’ambito dei quali coinvolgere attori chiave dal mondo accademico, scientifico, culturale ed industriale, la partecipazione a reti e osservatori nazionali e la ricerca di occasioni di scambio di esperienze e migliori pratiche che mettano insieme le eccellenze e le capacità espresse dalle città, sia in un contesto nazionale che europeo. Il Comune ha quindi promosso una partecipazione più ampia possibile alla stesura di questo quadro di programmazione finalizzato anche all’accesso alle risorse comunitarie del nuovo periodo di programmazione.

A che punto è La Spezia20.20_la città diventa Smart?

Il progetto è giunto alla sua fase finale ed i contenuti emersi dai lavori dei tavoli sono stati  aggregati in un Masterplan complessivo dei Progetti Smart presentato alla cittadinanza oltre che a tutti gli attori coinvolti in un evento pubblico realizzato a fine 2015. Nei prossimi anni l’Amministrazione continuerà a lavorare in maniera operativa, cercando di sviluppare ed attuare le idee emerse grazie al lavoro svolto per la redazione del Masterplan che, come detto, ha una valenza temporale molto ampia ed effettuerà un’attività di costante monitoraggio delle opportunità di finanziamento (call e bandi in uscita) soprattutto sul panorama nazionale ed europeo.

I-Com ha pubblicato il “Manifesto delle buone relazioni tra territori ed imprese”, Qual è il suo giudizio complessivo sull’iniziativa e sui 10 punti?

Ritengo molto valida l’iniziativa di I-Com. Credo che sia necessario individuare delle regole comuni per valorizzare le risorse a disposizione mai sufficienti a soddisfare i bisogni dei cittadini. Dobbiamo sostenere il sostegno alle imprese esistenti e al tempo stesso favorire la nascita di nuove imprese. Questo è una mission fondamentale dell’azione amministrativa di un Ente locale. A fronte del protrarsi di una situazione economica negativa dobbiamo attuare interventi significativi, mirati e che siano in grado di portare risultati concreti per le imprese.

Tra i 10 punti quale pensa sia il più decisivo per lo sviluppo della città e del territorio?

Penso che la partecipazione sia sicuramente il punto incisivo per lo sviluppo della città e del territorio. La partecipazione nelle decisioni pubbliche dei cittadini è divenuta strategica anche se i margini di libertà nel decidere come spendere le risorse di bilancio – tra crisi economica, tagli ai trasferimenti e patto di stabilità – sono molto stretti. Tuttavia le difficoltà possono essere anche occasione di rilancio in contesti come quello attuale, segnato da tensione economica, momento nel quale la partecipazione diventa una modalità di scelta  più consapevole e matura. Un atto più consapevole perché riconosce i vincoli di bilancio dell’ente, più maturo perché si fa carico non solo degli onori di spendere, ma anche degli oneri di decidere quali siano gli interventi prioritari e quali non lo siano, dove sia meglio tagliare e dove no.

Cosa rappresenta quindi la partecipazione per i cittadini e per le amministrazioni?

È un’occasione da parte dei cittadini, di incidere sulle scelte istituzionali, un’opportunità per l’amministrazione, di comunicare e realizzare in modo trasparente le scelte di governo del territorio. Solo così si porta a responsabilizzare i cittadini nell’espressione dei loro bisogni nonché a comprendere le esigenze dell’intera collettività condividendo metodi, finalità e obiettivi comuni.

Sulla base della sua esperienza amministrativa qual è invece il più difficile da mettere in pratica?

A mio giudizio il punto critico è pacta sunt servanda. Assistiamo molto spesso come sia difficile riuscire a rispettare questo principio in caso di cambio dei vertici di un’amministrazione, in quanto se non si tratta di accordi vincolanti tra le parti sanciti con specifici contratti le intenzioni di ogni amministrazione vengono espresse attraverso dei documenti interni di programmazione, perlopiù a valenza triennale, per i quali non vi è garanzia che vengano rispettati e nessun obbligo conseguente. Inoltre, nonostante il superamento del livello provinciale, rimangono ancora numerosi gli interlocutori istituzionali dell’impresa, complessità che oggettivamente aumenta il rischio che i tempi pubblici non siano compatibili con quelli dell’impresa stessa.

* Assessore allo sviluppo e innovazione economica, partecipazione dei cittadini e decentramento del Comune della Spezia.  Laureato in Scienze Politiche, diploma M.B.A. per Executive al Politecnico di Milano e dipendente della Cassa di Risparmio della Spezia. È stato consigliere comunale del Comune della Spezia dal 2002 al 2007 e capogruppo Ulivo Pd dal 2007.

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