Polo logistico di Agognate, un ricorso al Tar frena il progetto. PIEMONTE



    

Tutta in salita la strada per la realizzazione dell’area logistica di Agognate, frazione della città di Novara. Solo a luglio scorso, la Vailog, la società del Gruppo FBH che si occupa di sviluppo immobiliare logistico e che ha programmato un investimento di 50 milioni di euro su Agognate, annunciava «l’insediamento di un primo importante cliente leader nel mercato del giocattolo». Il general manager Eric Veron dichiarava in quei mesi che il lavoro del Gruppo era iniziato nel 2008, con l’intenzione di trasformare l’area novarese in un polo logistico all’avanguardia dedicato all’e-commerce.

Ma nei giorni scorsi è arrivata una doccia fredda che rischia di rallentare l’importante progetto: la società che insieme a Vailog aveva partecipato alla gara del novembre 2010 indetta dal Comune di Novara ha deciso di ricorrere al Tar chiedendo l’annullamento del progetto, oltreché riservarsi la proposta di domanda risarcitoria di indennizzo.

La società ricorrente, la Real Estate Strategia Immobiliare srl, sembra abbia dunque da ridire sulla gestione della vicenda da parte non solo della Giunta guidata dal sindaco Alessandro Canelli ma anche di quella del suo predecessore, l’ex primo cittadino Andrea Ballarè, oggi consigliere comunale di minoranza. È proprio con Ballarè che nel 2010 prende corpo il progetto di sviluppo della logistica, coinvolgendo appunto i due operatori (la Real Estate Immobiliare all’epoca si chiamava Cssg) con la definizione nel 2014 di un’ipotesi d’insediamento da 1 milione e 45 mila metri quadri sulla quale l’opposizione di centrodestra, che oggi amministra Novara, espresse voto contrario. In seguito, anche la conferenza dei servizi giudicò eccessiva l’area interessata e il Comune fu costretto a ridurre fino a 601 mila metri quadri: a questo punto Cssg si ritirò, mentre la Vailog confermava l’intenzione di proseguire.

Il progetto subisce poi un’ulteriore riduzione durante l’amministrazione Canelli: infatti, nel giugno scorso viene approvata la delibera del Consiglio comunale (quella impugnata al Tar) che sancisce la riduzione della superficie interessata (198.880 metri quadri), esplicitando che già nel 2014-2915 Cssg «comunicava la non condivisione e accoglimento della riduzione proposta».

L’articolo su La Stampa

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