Multa per mancata notifica all’Ue. Arriva la sentenza della Consulta. ITALIA



    

La sentenza della Corte costituzionale del febbraio scorso, relativa al contenzioso tra lo Stato e la Regione Emilia Romagna, ha riportato alla luce la vicenda della multa inflitta all’Italia dall’Unione Europea a causa della mancata notifica del risanamento della discarica abusiva Razzaboni di San Giovanni in Persiceto, comune della città metropolitana di Bologna.

In questi giorni anche Il Sole 24 Ore ha ricostruito l’episodio risalente al 2009, quando l’Italia aveva adempiuto al risanamento della discarica Rabazzoni dopo che nel 2003 la Corte di giustizia dell’Unione europea aveva inoltrato la procedura di infrazione.

Il problema si verifica però nel momento in cui il Ministero dell’Ambiente non trasmette a Bruxelles il documento di avvenuta bonifica, un passaggio essenziale per informare la Corte e poter mettere fine al procedimento.

Trascorrono cinque anni senza che l’Ue venga messa al corrente del risanamento della Razzaboni fino a quando nel 2014 viene inviata una multa di quasi 780mila Euro per la mancata bonifica del sito. Il Ministero, non assumendosi la paternità della (costosa) svista, decide di imputare alla Regione Emilia Romagna la causa della sanzione perché – sosteneva – all’origine di tutto vi era la discarica abusiva bolognese. La regione emiliana decise quindi di ricorrere alla Corte Costituzionale.

La stessa Corte, nella sentenza di fine febbraio, ha riconosciuto l’errore dello Stato: “È ineludibile e grave – si legge – dover constatare che lo Stato, non fornendo la pur possibile dimostrazione richiesta dalla Corte di giustizia, ha provocato il pagamento di penalità che si risolvono in un danno per la collettività”.

Inoltre, come ha scritto tra le righe la stessa Consulta, la vicenda fa emergere ancora una volta la scarsa collaborazione fra le istituzioni centrali e periferiche generi spesso incomprensioni e ritardi destinati a ripercuotersi su cittadini e imprese.

L’articolo de Il Sole 24 Ore

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