Dagli antagonismi non nasce niente, dai rifiuti nasce l’energia. ALTO-ADIGE



    

.altoadige_gasIl progetto della Wipptal Biogas srl nel comune di Val di Vizze in Alto Adige ha ottenuto l’autorizzazione del Consiglio di Stato e potrà quindi concludere la sua realizzazione.

L’azienda nasce ufficialmente nel 2008 per volontà di alcuni allevatori dell’Alta Valle dell’Isarco che intendevano costruire un impianto a biogas alimentato dai reflui zootecnici delle loro aziende, producendo energia elettrica rinnovabile dalla cui vendita ricavare entrate aggiuntive e ottenendo calore utile per l’essiccazione del digestato, un fertilizzante naturale e inodore. La motivazione principale era trovare una destinazione per le 600 tonnellate di letame rilasciate ogni giorno dalle vacche, dato che la direttiva Ue sui nitrati non permette più lo spargimento indiscriminato dello scarto animale sui terreni.

Il progetto ha meritato un importante finanziamento europeo per l’ambiente ed ha ottenuto le partnership della cantina vinicola Tramin, della libera Università di Bolzano e dell’Università di Torino.

Si tratta di un opera che potrebbe rientrare tra le casistiche della nostra “Italia Sì”, considerando anche come si sono mossi sia il comune di Val di Vizze che la provincia di Bolzano con due delibere favorevoli alle varianti del Prg comunale. Tuttavia è evidente come vi sia stato un intoppo a livello di coordinamento territoriale e un’eccessiva lungaggine della giustizia amministrativa.

Il comune di Vipiteno, che temeva le possibili esalazioni maleodoranti dell’impianto e il traffico diretto allo stabilimento, aveva infatti promosso un’opposizione alle delibere ed il TAR di Bolzano in prima istanza aveva accolto il ricorso. La Biogas Wipptal aveva a sua volta proposto un contro ricorso davanti al Consiglio di Stato, che aveva dapprima accolto l’istanza cautelare sospendendo l’esecutività della sentenza emessa in primo grado.

Il Consiglio di Stato ha ora bocciato definitivamente i ricorsi del Comune di Vipiteno evidenziando un difetto di notifica dei ricorsi proposti e un difetto di interesse a ricorrere in capo allo stesso ente locale, visto il difetto di lesività degli atti impugnati.

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