Piemonte: la crisi è un (lontano) ricordo

Opinione

10-07-2017     Giusy MASSARO

Segnali positivi dal Piemonte. Stando al sondaggio congiunturale sulterzo trimestre 2017 condotto in sinergia tra Confindustria Piemonte, Unioncamere Piemonte, IntesaSanpaolo e UniCredit, il clima di fiducia del sistema produttivo sta migliorando. Nonostante dati ISTAT sul I trimestre non proprio confortanti, le aspettative in tema di occupazione tornano, finalmente dopo anni, ad essere positive. Il ricorso alla cassa integrazione continua a ridursi: dal 2009, quando la cassa integrazione era una misura che riguardava quasi un’azienda su due, oggi il dato si attesta su livelli fisiologici, con solo il 10% delle imprese oggi intenzionate a ricorrere a questo strumento. La produzione industriale cresce – a conferma del balzo registrato a marzo – le esportazioni reggono ma anche il mercato interno appare in ripresa. Ritornano ai livelli pre-crisi (e oltre) le previsioni di investimento delle aziende ed il tasso di utilizzo degli impianti. Tutti segnali positivi, che vanno in un’unica direzione: il Piemonte si sta forse lasciando definitivamente la crisi alle spalle e guarda con fiducia al proprio futuro.

A livello settoriale, le indicazioni più favorevoli provengono dai settori chimico, alimentare, gomma-plastica e manifatture varie (gioielleria, giocattoli, ecc.), con saldi ottimisti-pessimistisu produzione e ordini vicini ai +20 punti percentuali. Bene anche la metalmeccanica, con saldi superiori allamedia.Resta problematica la situazione di edilizia e impiantisti, mentre indicazioni favorevoli vengono dalla meccatronica – con tassi di utilizzo degli impianti superiori all’80% – il che lascia ben sperare visto in che direzione va l’industria del futuro. Buone aspettative anche sul metalmeccanico, dove si può dire che le aziende sono piuttosto ottimiste un po’ in tutti i comparti, a cominciare da quello dei macchinari e apparecchi per finire alla produzione di metallo.

È poi stata condotta una indagine una tantum sui programmi di digitalizzazione delle imprese. Ne emerge, purtroppo, una scarsa propensione alla digitalizzazione: soloil 25% delle aziende, nel breve termine, ha in progetto di aumentare la diffusione di tecnologie digitali nellapropria azienda, in particolare nella produzione, nell’amministrazione e nello sviluppo prodotto.

Anche nell’ambito dei servizi, le imprese appaiono fiduciose, poco chi è attivo nei trasporti, molto più quelle che si occupano di servizi alle imprese o di ICT.

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